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Come colpire l'attenzione degli utenti, e quindi consumatori, continuamente connessi? Ovviamente via mobile, la risposta era facile. Ed è quello che stanno facendo i brand che, dopo aver guardato le statistiche che dichiarano che il 40% dei possessori di smartphone in USA sono su Facebook Messenger e che il 55% degli utilizzatori dell'app acquistano ogni mese prodotti dai loro dispositivi mobile, stanno cominciando a dar vita a campagne digitali attraverso proprio questa piattaforma, Facebook Messenger.

 Grazie all'introduzione dei chatbot nell'app di messaggistica di Zuckerberg, in pochi mesi le aziende si sono date da fare creando iniziative che utilizzano i bot non solo come tool di transazione o strumento di customer care, ma anche come piattaforma fondamentale per sviluppare l'engagement e le relazioni one - to - one con i Millennials e la Generazione Z. Ecco alcune Case History.

Trolli

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Chi non è mai rimasto affascinato dai quiz? Ammettetelo: in origine erano quelli su Topolino o su Cioè, e quando è arrivato internet è stata la fine. "Dimmi che colore ami, ti dirò chi sei", "Scopri che lavoro dovresti fare da grande", "Individua la donna dei tuoi sogni con 10 domande" e così via. E probabilmente i ragazzini di oggi non sono poi tanto diversi da come eravamo noi, hanno solo strumenti differenti. Per questo il marchio di pasticceria Trolli qualche mese fa ha lanciato un chatbot - ovviamente su Facebook Messenger - che poneva agli utenti una serie di domande sulla loro personalità. In base al risultato, agli utilizzatori veniva sbloccato un nuovo chatbot, come ad esempio il "Crawler", una sorta di Tamagotchi da accudire, o il "Blast", che proponeva infiniti meme e gif. Insomma, tutte esche più che valide per incentivare l'interazione con il brand.

Pepsi

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Come interagire con gli utenti durante le vacanze di Natale, periodo dell'anno in cui vengono bombardati continuamente da messaggi pubblicitari? Sì, la risposta è ancora gamification. E così Pepsi ha realizzato un gioco - chatbot per offire la possibilità ai consumatori di scambiarsi regali all'interno di Messenger, regali ovviamente assurdi e tipicamente natalizi. L'iniziativa si inseriva all'interno della più ampia campagna #SayItWithPepsi, che aveva visto il brand protagonista di una tastiera emoji brandizzata.

Whole Foods

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"Viviamo nell'era dell 'economia dell'aspettativa', dove i consumatori si aspettano di ricevere le informazioni tra la punta delle dita", così ha dichiarato il digital strategy di Whole Foods, per commentare l'iniziativa che, attraverso un chatbot su Messenger, al semplice invio di una Emojis della categoria cibo, risponde con una presentazione di ricette, tutte navigabili sul sito aziendale. La dimostrazione che i chatbot possono essere non solo divertenti, ma anche funzionali!

British Airways

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La combinazione di emojis e chatbot ha stuzzicato anche la fantasia di British Airways: su Facebook Messenger la compagnia aerea ha creato un chatbot che analizzava le emoji - risposte date dagli utenti alle domande del brand. A seconda dell'emoticon utilizzata, il bot rispondeva presentando una serie di mete di viaggio ideali e le offerte relative a quella tratta.

Sony Pictures

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Per l'uscita dell'ultimo capitolo di Resident Evil, la Sony Pictures ha ricreato virtualmente uno dei personaggi del film con cui i fan potevano chattare. Una iniziativa molto particolare che potrà aprire molte porte al marketing applicato al mercato cinematografico.

Il Natale, si sa, è uno dei momenti dell’anno in cui marketer e comunicatori si sbizzarriscono all’unisono. Campagne video, stampa, edizioni limitate e iniziative speciali sono all’ordine del giorno per emergere nel grande rumore pubblicitario natalizio. Le aziende del mercato fashion, ovviamente, non sono da meno e sguinzagliano i creativi affinché possano far impacchettare più abiti e accessori possibili da mettere sotto l’albero in questo periodo commerciale propizio, prima di dover battere scontrini durante i saldi invernali.

Dando uno sguardo alle campagne di comunicazione di Natale di questo anno, ho selezionato quelle più interessanti e innovative, sia per messaggio che per strumenti utilizzati.

PRIMARK – la tastiera di Emoji natalizie


Per il periodo natalizio Primark, la famosa catena inglese di fast fashion, ha lanciato un’app disponibile per iOS e Android che permette agli utenti di inserire delle emoji natalizie nei propri iMessagge, MMS e messaggi di Facebook. La tastiera dedicata al periodo festivo contiene diverse icone e gif brillantinose, come ad esempio luccicosi alberi di Natale, abiti da festa glitterati e omini di pan zenzero.

JOHN LEWIS – la campagna di comunicazione omnichannel 

Una campagna di comunicazione natalizia che integra più canali, è senza dubbio quella di John Lewis e la sua #BustertheBoxer. Un filmato racconta la storia della piccola Bridget, amante dei rimbalzi sul letto. Non vi svelo di più sul video, che potete vedere qui sotto, o sulla magica atmosfera che viene ricreata, ma sul messaggio che viene dato sì: “Il regalo che tutti ameranno”, si legge al termine dello spot.


La campagna non si è esaurita con il video, che ha “preso vita” nel punto vendita di Oxford Street dove i clienti possono anche in questi giorni entrare nel mondo di Bridget e dei suoi amici in una esperienza di realtà virtuale utilizzando Oculus Rift. Nello stesso spazio, è possibile anche immergersi in un video a 360° attraverso Google Cardboard (o, per noi da casa, via YouTube).
Per non farsi mancare nulla, John Lewis ha anche sponsorizzato nei giorni precedenti delle Lenti personalizzate su Snapchat per scattare selfie mascherati da Boxer, il cane di Bridget protagonista insieme a lei nella pubblicità. L’azienda ha anche utilizzato il tool di geolocalizzazione di Snapchat per incentivare gli utenti a visitare i suoi 48 negozi per aggiungere un ulteriore filtro personalizzato alle proprie foto. Similmente, fino al 13 novembre è stato possibile personalizzare con degli stickers le immagini condivise su Twitter.



Per completare la campagna, è stata realizzata una collezione di prodotti che richiamano i personaggi del filmato la cui vendita è di supporto alla campagna benefica The Wildlife Trusts.

AGENT PROVOCATEUR - un video interattivo per esplorare la propria duplice natura


Decisamente di diversa natura, come anche il suo target di riferimento, è la campagna natalizia di Agent Provocateur, che propone unvideo interattivo basato sull’idea della doppia natura di ognuno di noi“Naughty or nice” permette di osservare due versioni di uno stesso video dalla homepage del sito della compagnia, dove l’utente può scegliere quale vedere semplicemente toccando lo schermo da mobile o premendo il tasto “N” da desktop. Ma la campagna natalizia non si esaurisce qui: il video è infatti un teaser dell’iniziativa “WhatsApp Ménage à Trois” che incoraggia ogni donna a esplorare il suo lato nascosto. Non sono ancora usciti i dettagli di questo progetto, ma dal nome possiamo ipotizzare una maliziosa chat di gruppo per offrire un servizio di personal shopping e consigli in vista delle festività. 

M&S - un Natale al femminile


Interessante la campagna Market and Spencer per il messaggio innovativo che manda: Santa Claus è un uomo sposato non con la Befana, ma con una super donna alla moda, determinata, innovativa e premurosa.Uno spot ricco di calore umano, empatia e senso dell'umorismo che non si è esaurito con la pubblicazione del video sui canali online, dove comunque è stato visualizzato più di 5 milioni di volte in pochi giorni, ma è stato accompagnato da contenuti riuniti sotto l'hashtag #LoveMrsClaus e su una pagina web dedicata in cui è possibile leggere consigli di stile, guide ai regali natalizi e suggerimenti per la casa tutti firmati Mrs Claus.

Burberry - lo storytelling colpisce ancora


Last but not least, è proprio il caso di dirlo. La campagna natalizia di Burberry di quest'anno sembra aver fatto breccia in tutti i cuori. Per celebrare i suoi 160 anni di storia, il brand ha realizzato uno spot di tre minuti in cui racconta la storia di Thomas Burberry facendoci chiaramente innamorare di ogni singolo personaggio. Il video sembra quasi un trailer: non sono pochi gli utenti che infatti hanno chiesto al brand di poter vedere tutto il film, snocciolando nei dettagli la storia dell’inventore del tessuto gabardine e, ovviamente, delle sue storie d’amore. Nel breve filmato intriso di storytelling si percepiscono lo spirito e la visione di Thomas Burberry, le stesse che sono ancora oggi nei valori del brand. Oltre al video, è possibile dialogare con un chatbot sulla pagina Facebook del marchio per riguardare la storia, trovare il regalo perfetto per questo Natale, o aprire una live chat per chiedere informazioni.
Archivi digitali: 28 anni di Prada

28 anni di Prada, 28 anni di moda in un click. L'azienda di lusso italiana, con il lancio del suo nuovo sito a dicembre, ha digitalizzato anche il suo archivio di collezioni, video e campagne rendendo disponibile i contenuti dal 1987 ad oggi attraverso la sezione "Future Archive".

Archivi digitali: 28 anni di PradaArchivi digitali: 28 anni di Prada

In pratica ogni momento degli ultimi trent'anni dell'iconica storia di Prada è a disposizione di appassionati, studenti e non solo. L'alternarsi dei codici, delle tendenze, dei gusti, degli stilisti, ma anche delle modelle, da Kate Moss a Naomi Campbell rendono questa sezione particolarmente affascinante.

E ora provate a non perdere il resto della vostra giornata andando a ricordare la moda di oltre vent'anni fa! :D
Tommy Hilfiger e lo showroom digitale


Tommy Hilfiger è da sempre un grande innovatore: dalle sfilate in streaming fin dagli albori, ai brevetti tecnologici degli indumenti che accumulano energia solare. E per questo 2015, il marchio che fa capo al gruppo Pvh ha deciso di non risparmiarsi.

È stata annunciata giovedì, infatti, la notizia che rivoluziona il concetto di showroom tradizionale. Tommy Hilfiger aprirà nella sede globale di Amsterdam un nuovo showroom digitale, compiendo così il primo step verso una nuova esperienza di vendita non più tradizionale bensì interattiva, immediata, coinvolgemente. In una parola: digitale.

Tommy Hilfiger e lo showroom digitale


Una idea che aiuterà non solo il team commerciale interno, ma anche i clienti, che potranno sfogliare su una consolle touchscreen di quasi 2 metri quadri la collezione sportswear e denim, collezione visibile su un maxi schermo che occupa una intera parete della stanza.

Ovviamente si parla di schermi ad altissima definizione, che permetteranno a chi osserva di entrare nel dettaglio delle collezioni, esplorando taglie, colori, cuciture. Entro 2-3 anni, la casa di moda prevede di installare lo showroom digitale in tutti e 50 showroom presenti in giro per il mondo.

Un progetto che si realizza dopo 2 anni di lavori, anni in cui le analisi hanno portato a stimare un notevole risparmio. Quale? Sicuramente di tempo: concludere le sessioni di vendita sarà un gioco da ragazzi e permetterà anche una visione in tempo reale e a 360° de prodotti disponibili. E poi un risparmio energetico e ambientale: niente più campionario, niente più carte e documenti (anche gli ordini, ovviamente, saranno evasi con la piattaforma digitale).

Tommy Hilfiger e lo showroom digitale

Non poco per una maison del calibro di Tommy Hilfiger!

#OriginalSuperstar – video by Adidas

Cosa significa – oggi – essere una Super Star? Se lo chiede Adidas nella nuova campagna #OriginalSuperStar, che celebra i 45 anni della celebre sneaker e lancia il nuovo Superstar Vintage Deluxe Pack con quattro volti noti alla scena mondiale: Pharrell, David Beckam, Rita Ora e Damian Lillard.

Nel video, realizzato in collaborazione con l’agenzia newyorkese Johannes Leonardo, i discorsi dei quattro protagonisti si alternano per affermare cosa NON è una super star: non è riempire concerti, non è avere una guardia del corpo, non è essere adulati.



In 90 secondi Adidas mette in discussione il concetto di culto della celebrità, concetto stravolto dai social media che hanno completamente ridefinito l’auto-espressione, l’originalità e la creatività.

Ovviamente non sono convinta che Adidas sia così contro i social media, visto che il video sta ormai rimbalzando tra un canale e l’altro già da un paio di giorni, ma sono rimasta piacevolmente stupita dalla campagna, che vuole essere anche un inno a uomini che non sono andati a caccia di fama, ma la fama è stata una conseguenza della loro passione.

L'User Generated Content e il turismo una strategia vincente

Se penso a uno dei settori in cui più di altri è entrato il web, mi viene in mente senza ombra di dubbio il mercato del turismo. Non ho statistiche sotto mano, ma credo che siano in pochi ormai a non digitare su Google il nome di una destinazione, di un hotel, di un tour, e via dicendo prima di partire. E se ciò che penso è vero, è altrettanto logico che quindi non possano esistere servizi turistici non promossi online. In questo contesto mi viene facile pensare ai famosi User Generated Content, ovvero ai contenuti generati dagli utenti, importantissimi per le strategie digitali e ancor di più per quelle legate al settore di cui sopra.

Perché?

L'user generated content genera fiducia

Pensate ad esempio a quelle destinazioni meno conosciute, alle piccole cittadine sì turistiche ma con poche possibilità di investimento in promozione: a loro i contenuti generati dagli utenti, siano essi i turisti o i residenti stessi, permetteranno di creare un passaparola quasi spontaneo, che faccia conoscere e stimoli fiducia nelle possibilità che la località può offrire, fiducia conquistata dall'autenticità e spontaneità dei contenuti.

L'user generated content è - in parte - gratuito

E anche qui questa attività dimostra essere perfetta per le piccole località. Certo, bisogna prestare attenzione perché è noto che i contenuti generati dal basso hanno necessità di essere moderati, ma certo può portare a una notevole quantità di contenuti da utilizzare per la propria promozione senza grandi investimenti.

L'user generated content è inevitabile

Con i siti di recensioni, con i social che permettono di condividere la qualunque, con i blog e via dicendo, i contenuti generati dagli utenti sono pressoché inarrestabili. Una foto su Instagram, un commento su TripAdvisor, un post sul travel blog di turno, un check-in su FourSquare. E allora non è forse meglio raccogliere questo materiale, dargli una direzione e un senso per utilizzarlo a proprio vantaggio?

L'User Generated Content e il turismo una strategia vincente2

Ecco tre case history di brand che hanno saputo dirigere la conversazione a proprio piacimento lasciando parlare i propri fan.

Tourism Australia

L'User Generated Content e il turismo una strategia vincente 3

Era la metà del 2011, quando Tourism Australia decise di chiedere ai propri fan di pubblicare le foto che dimostrassero la bellezza dell'Australia utilizzando l'hashtag #seeaustralia. A due anni e mezzo di distanza, i fan continuano a pubblicare oltre 1000 foto al giorno, che vengono selezionate e condivise sui social network dell'agenzia del turismo.

Pro Dive Cairns

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Pro Dive, società australiana che promuove weekend a bordo di una barca da cui realizzare magnifiche immersioni, ha saputo cogliere l'opportunità del real-time sharing offrendo una postazione wifi sulla sua barca per permettere ai suoi occupanti di condividere in tempo reale le emozioni di immersioni appena concluse o avvenimenti simpatici ed emozionanti durante il proprio soggiorno. Ogni giorno, inoltre, lo stesso equipaggio stimola gli utenti attraverso foto di gruppo in cui è possibile taggarsi per condividere il divertimento con i propri amici.

1888 Hotel

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L'1888 hotel - australiano, ancora una volta! - ha saputo utilizzare così bene i contenuti degli utenti tanto da essere soprannominato "l'instagram hotel". Inaugurato nel 2013, la struttura ha infatti allestito un selfie - corner nella hall dell'albergo, incoraggiando i propri clienti a scattarsi un selfie al loro arrivo, e offre connessione wifi gratuita in tutto l'edificio. Ma non è finita qui: gli utenti con più di 10.000 follower su Instagram possono chiedere di soggiornare una notte gratuitamente presso la struttura e tutti i clienti possono partecipare a contest mensili seguendo l'hashtag #1888hotel per vincere anche loro una notte in hotel. Una strategia di marketing vincente che sfrutta la "naturale" esigenza degli ospiti a documentare e condividere le loro vacanze dirigendo la conversazione sulla propria struttura, grazie all'utilizzo dell'hashtag dedicato.

Mi sembra superfluo, a questo punto, ribadire quanto l'user generated content può effettivamente essere una strategia vincente per il settore del turismo, perché permette di creare contenuti visivi d'impatto che coinvolgono direttamente i fan. L'unica cosa che resta da chiedersi è quindi questa: cosa stimola i vostri utenti? Quali soddisfazioni potrebbero avere a condividere contenuti su di te? Non vi resta che rispondere a queste domande e cominciare a lavorare con i vostri fan per coinvolgerli nella vostra prossima campagna di marketing!

Coinvolgere la propria social community con un gioco su Instagram durante le feste: mi piace!

E anche a Ted Baker, a giudicare dall'iniziativa TedsElfie lanciata in questo periodo pre natalizio con la collaborazione di Poke Londra.

Lo scopo del gioco? Ritrovare i sette elfi di Babbo Natale che sono scomparsi. Il loro ultimo ricordo insieme al grande capo? Un sELFIe di ieri sera che lo stesso Babbo Natale ha scattato.

Ma come i fan di Ted Baker potranno aiutare il signore dalla barba bianca? Per prima cosa andando su TedsElfie, un account Instagram realizzato ad hoc in cui sono caricate diverse immagini che ricostruiscono un grande puzzle di un villaggio natalizio. Cliccando su ogni foto, viene rivelato un indizio per aiutarti nella ricerca, oltre a permetterti di "entrare" nel villaggio grazie ai tag inseriti sulla foto e ad altri account Instagram creati per l'occasione.


Si passeggia quindi, foto dopo foto, nel villaggio, alternando suggerimenti per il ritrovamento degli elfi e contest in caso di vicoli ciechi: un modo per poter ricevere gadget del brand come ricompenso per l'aiuto a Babbo Natale.

Ovviamente, una volta trovato l'elfo, il premio è più interessante: chi non vorrebbe infatti andare a vedere l'aurora boreale?!


Una campagna da 10 e lode, che mette a segno l'importanza del digitale nel mondo della moda e le possibilità infinite che esso offre utilizzando la creatività. Un modo di "coinvolgere ed emozionare il pubblico, per interagire con i nostri clienti già acquisiti e stimolare i potenziali", come ha dichiarato anche Craig Smith, direttore comunicazione del marchio Ted Baker.